martes, septiembre 15, 2009

4

Passano gli anni.
Sembra una frase cosí stupida e banale che forse non vale neanche la pena scriverla, ma un giorno guardi indietro e .. toh! È passato veramente tanto di quel tempo che ti stupisce come mai non te ne sei accorta "nel mentre".
Quattro anni e adesso ripenso a tutto questo tempo e l'unica cosa che mi viene in mente é la parola "perso".

Anzi no.
Anche la parola "soffrimento"
e "ansia"
e "vuoto".

Settimane passate a dormire su una sedia.
Telefonate all'alba, corse all' ospedale.
Fare cose che non mi spettano, per persone che non mi riguardano, a cui non interesso minimamente.

Ma chi cavolo sono io? Una versione moderna di Madre Teresa?

Mentre facevo la personcina premurosa, mentre mi sbattevo avanti e indietro, mentre trattenevo le lacrime quando, dopo tutte le mie attenzioni, mi mandava a quel paese per niente, per poi chiedermi scusa, per poi mandarmi di nuovo a quel paese. Mentre giravo da sola per le vie di quella cittá che non mi apparteneva... io perdevo.

Perdevo la stima in me stessa.
Perdevo la voglia di andare avanti
Perdevo i sogni.
Perdevo tutto, a cambio di cosa?
Un amore che non ricambiavo.

E la prova di tutto ciò è che, anche se la decisione è stata dolorosa, lui non mi manca, neanche un po'.

Sono molto arrabiata con me stessa e mi prenderei a calci nel sedere... se potessi.

C'è qualcuno che vuole farlo per me? Offro in cambio un caffé.
Grazie.

Adesso va un po' meglio.

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